Per non dimenticare…

Per non dimenticare…

Spettacolo, testimonianza sull’olocausto

“Essi popolano la mia memoria della loro presenza senza volto, e se potessi racchiudere in un’immagine tutto il male del nostro tempo, sceglierei questa immagine: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia di pensiero.”
Primo Levi

“Sognavamo nelle notti feroci sogni densi e violenti…
Tornare, mangiare, raccontare”

per non dimenticare

Ecco l’imperativo per coloro che cercarono di sopravvivere, tornare per raccontare al mondo l’orrore.
Ma talvolta affiorava lo sconforto: “Poi dissi che era meglio morire, tanto nessuno mi avrebbe creduto”.

Talmente indicibili furono le sofferenze, gli abomini, che le parole usuali sono insufficienti a descriverli.
Noi abbiamo voluto dar voce ai sommersi e ai salvati, a tutte le vittime di allora, a quelli che tornarono, ma che oggi sono ancora vittime di fronte a coloro che mistificano, nascondono, negano. Di fronte a quanti spengono la loro coscienza per comodità, vigliaccheria, ignoranza o anche solo per indifferenza.
Bisogna parlarne, ancora, sempre.
Perché tutto quello che è accaduto è, pur se a livelli differenti, una colpa collettiva.
Perché non dimenticare serve a farci riconoscere segnali ed eventi che ancora potrebbero condurci ad una simile aberrazione.
Non dimenticare serve perché non accada più. Perché nessuno di loro sia morto invano.
Perché si plachi l’urlo nel vento…

DESCRIZIONE DELLO SPETTACOLO

Attraverso l’uso della voce, limpida ed emozionante, cinque attori portano in scena una fedele  ricostruzione del contesto storico-sociale in cui si sono sviluppate le leggi razziali e i campi di  concentramento. Testimonianze in prima persona di vittime delle persecuzioni raccontano il  proprio percorso iniziato con lo sradicamento dalla vita quotidianità, prima passo verso la  perdita della condizione umana, fino alla cancellazione della propria identità attraverso l’annientamento sia fisico sia psicologico. Un cammino che termina con la difficoltà di dimenticare, insieme alla fatica di ricordare per il timore di non essere creduti.

A tal proposito le letture interpretate sono tratte da resoconti, diari e testi teatrali che hanno  come argomento la testimonianza e la memoria. I brani sono in particolare presi dai seguenti testi:

•  Se questo è un uomo di Primo Levi

•  L’istruttoria di Peter Weiss

•  La vita offesa di Theodor Adorno

•  La cava di Pietra di Terenzio Magliano

•  Il diario di Anna Frank

Inoltre lo spettatore viene maggiormente coinvolto  nella messa in scena grazie ad  azioni  sceniche volte a rappresentare, con più immediatezza, le situazioni narrate con la voce.
La descrizione del contesto storico operata con l’uso della voce e delle animazioni sarà poi integrata da filmati proiettati su telo bianco, tratti da film e immagini di repertorio.

Dopo l’evocazione del ricordo, la rappresentazione sente l’esigenza di analizzare le cause che hanno permesso l’avvento di questa tragedia nel cuore del vecchio continente, compresa la partecipazione del popolo tedesco o di chi era consapevole e ha taciuto. Quest’ultima parte è utile per intraprendere, a fine rappresentazione, un dibattito sulle motivazioni che hanno permesso al Nazi-fascismo d’imporsi e sulle forme di violenza ancora perpetrate nel presente.