Il sentiero dei Passi Pericolosi

di Michel Bouchard
traduzione di Francesca Moccagatta
regia di Simone Schinocca
con Mauro Parrinello, Andrea Fazzari, Matteo Sintucci
Musiche di Maurizio Lobina (Eiffel 65)
scene Sara Brigatti costumi Agostino Porchietto
distribuzione: OffRome – francesca.montanino@tedaca.it
Michel Marc Bouchard è rappresentato in Italia dall’agenzia Althéa / Edtions Théatrales Paris

Prossima data:
Al centro della piéce sono tre fratelli molto diversi fra loro: Carl, il più giovane ha aspirazioni piccolo borghesi; Ambroise, gallerista omosessuale; Victor, il più silenzioso e misterioso, colui che innesca il meccanismo drammatico. Li conosciamo nel giorno delle nozze di Carl: viaggiano assieme per raggiungere il luogo della cerimonia ma hanno un incidente e si perdono in una foresta, da cui rischiano di non far ritorno. In questa solitudine sono costretti a parlarsi: s’illuminano così, violentemente, episodi del loro passato.

Un testo che rivela la solitudine dei mondi in cui spesso ci si ritrova a vivere. Personaggi, ruoli, che diventano gabbie, routine, da cui risulta impossibile distaccarsi per trovare spazi di dialogo. Una metafora dell’inconciliabilità di mondi nati e predestinati per essere vicini e che in verità si rivelano tragicamente sconosciuti. Unica occasione di fuga: ritrovarsi in un non luogo, far cadere le proprie difese e i propri schemi, ritrovarsi a nudi e senza le proprie proprie maschere. E proprio quando tutto sembra perduto, ecco palesarsi l’occasione di incontro con il vero sé e con l’altro, nella sua tragicità, verità, ma soprattutto essenza.

sentiero dei Passi Pericolosi

Noi ci proteggiamo.
Facciamo tutto in modo tale da proteggerci dagli altri e da noi stessi, dalla parola e dal silenzio, dalla vita e dalla morte.
Siamo in guerra col pensiero. Ci sbarazziamo dei ragionamenti, ci armiamo di emozioni. La parola è rischiosa.
Gli intellettuali sono pericolosi. I filosofi sono noiosi. I Poeti sono preistorici. 
La parola è morta! Viva l’immagine!

Allora?
Tacere!
Uccidere la verità. Erodere le opinioni. Sdrammatizzare con una battuta. Isolarsi dietro l’anonimato di uno schermo catodico. Far affari in silenzio e lasciare a chi fa affari il controllo di tutto, anche del silenzio.
Non dire che i politici mentono, non dire che rubano la nostra acqua e che radono al suolo le nostre foreste, non dire che la questione nazionale è in ostaggio, che i giornalisti non sono più liberi, che la prostituzione deve essere legalizzata…Non dire niente.

Fare della nostra esistenza un talk show di sorrisi rassicuranti e di seggiolini a espulsione.
Perché scrivere un pièce é triste?
Perché scrivere della morte?
Perché non esiste pensiero più lucido del pensiero spogliato dagli scudi-bugie della vita; il pensiero di chi è baciato dalla morte, di chi non ha più niente da perdere ma una cosa ancora da guadagnare: la franchezza.
Perché osare scrivere?
Per osare vivere!

Michel Marc Bouchard

Prossime date:
14-15 ottobre 2017 – Teatro della Limonaia – Sesto Fiorentino (Firenze)
7 aprile 2018 – Teatro Garage – Genova
16-20 maggio 2018 – San Pietro in Vincoli – Torino

Siamo stati:
Teatro bellARTE (Torino); Teatro Nest – (Napoli); Spazio 47 (Aprilia – Latina); Teatro dell’Orologio (Roma); Teatro delle Temperie (Crespellano – Bologna);
Teatro Sandro Pertini (Orbassano – Torino); 29 Aprile – Officine Solimano (Savona), Teatro dei 3Mestieri (Messina), Teatro Primo (Villa San Giovanni – Reggio Calabria)