| sei in: Home page > Spettacoli > Giulietta & Romeo | |||||||||||||||
![]() |
![]() | ||||||||||||||
| ![]() Giulietta & Romeo La violenza, la passione, la morte "Gli attori si muovono sul
palcoscenico, come sempre accade negli spettacoli teatrali, ma anche
tra il pubblico, e dalla platea intervengono sulla scena,
così che i veri protagonisti della recita finiscono per
essere gli spettatori, posti al centro di un grande palco che abbraccia
tutta la sala, e sul quale alla recitazione si alternano musica e
danza, in una suggestiva atmosfera estremamente coinvolgente. Giulietta
& Romeo... la violenza... la passione... la morte, è
una tragedia divisa in cinque "blocchi" liberamente tratta dalla
celeberrima "Romeo e Giulietta" di Shakespeare, rielaborata dagli
stessi attori della compagnia e sapientemente diretta dal
ventiquattrenne regista Simone Schinocca..."
così scriveva il giornalista Oscar Bianco per il debutto
dello spettacolo avvenuto il 7 e 8 maggio 2002 al teatro Matteotti di
Moncalieri (TO), giunto oramai al terzo anno di repliche, con un buon
successo di critica e pubblico, finalista del concorso Nazionale
Prendiamo la Parola 2003, sezione gruppi e che nel mese di febbraio
2005 e approdato nel capoluogo Toscano raccogliendo un buon
successo di critica e consensi. Giulietta & Romeo. La storia d’amore più famosa al mondo, due giovani che rompendo tutti gli schemi e le regole sfidano con la loro passione la società, rimanendone schiacciati. La società l’unica responsabile della morte degli innocenti rimane senza parole, scalfita dal dubbio o dalla certezza di aver sporcato le proprie mani con il sangue. Lo spettacolo nasce da un lungo lavoro corale; la rappresentazione pur attenendosi al testo originale anche se molto sintetizzato, sfuma i ruoli e il tempo, andandone ad esasperare le emozioni a cui Shakespeare dà voce: la violenza, l’amore che nella nostra chiave diventa passione e infine il vuoto, il vuoto della morte. Il testo è stato diviso in cinque blocchi andando a evidenziarne i sentimenti che accomunano le scene raggruppate. Il Primo Blocco proietta lo spettatore in una scenario di lotta e violenza, esistono divisioni ma alla fin fine l’assurdità della ferocia e della guerra supera i colori e le bandiere... il dolore è forte, comunque inspiegabile. Nel Secondo Blocco la festa dell’incontro tra i due amanti è il cuore della scena. La società, la stessa della battaglia si traveste, si nasconde, si maschera dietro la formalità, l’apparenza, l’esasperata ricerca dell’eccesso: una sfilata, una danza, un’orgia e da tutto questo, nasce la passione travolgente che rompe tutti gli schemi, un sogno come quello della Regina Mab. Il Terzo Blocco da voce alla passione, alla carnalità, al cuore che batte forte quasi da far impazzire, la famosa scena del balcone, i due amanti si dichiarano, rompono tutti i muri, osano quello che nessuno mai ha osato. Tutto ciò che amore osa è lecito all’amore e non importa il sesso, il colore, l’età: è lecito all’amore. E nel Quarto Blocco la società si amalgama non riesce a rompere i suoi schemi. L’individuo viene alienato per il tutto e non importa chi abbia stabilito le regole. I due amanti vengono abbandonati, condannati, non resta che la profonda solitudine. La catastrofe è inarrestabile il Quinto Blocco porterà il triste annuncio... i due amanti sono stati sconfitti. Tutti ne siamo responsabili, tutti non riusciamo a capire come possa essere avvenuto, tutti ne soffriamo profondamente. E quel dolore, quel dubbio di essersi sporcati le mani è la cosa più grande che i due amanti ci potessero regalare. Attore protagonista dello spettacolo è il pubblico, rappresentante di quella società che ha il ruolo predominante nello svolgersi della storia. Gli attori sono sempre in scena, lo spazio teatrale è a trecentosessanta gradi e lo spettatore è il centro della rappresentazione. Lo spettacolo nasce da lunghi mesi di preparazione per superare i propri muri fisici, per imparare a sentire anche fisicamente l’altro, per riempire di un nostro senso le parole già molto ricche donateci da Shakespeare. Indubbiamente è stato uno spettacolo molto faticoso da vivere, proprio per l’intensità e il colore dei sentimenti raccontati. E’ uno spettacolo che non narra solo una storia, racconta la nostra storia, la bellezza del vivere, la fatica ed il dolore che ognuno incontra nella sua quotidianità. E’ un inizio, e’ una domanda, un dubbio lanciato in aria e spetterà ad ognuno di noi decidere che cosa fare delle emozioni vissute. Per noi, anche se con fatica, è stata una vittoria riuscire a darle voce, in qualche modo a raccontarle al mondo ma soprattutto a noi stessi. |
||||||||||||||