JASS IN ITALY

La storia del primo disco jazz, come l’ha raccontata il nonno (almeno 50 volte)

Voce Marco Musarella e Mauro Biondillo
Pianoforte Emanuele Francesconi / Tromba Vittorio Vicari
Regia e Drammaturgia Livio Taddeo
scenografie Elena Bougou e Aaron De Freitas

Distribuzione francesca.montanino@tedaca.it
Durata: 60 minuti

Una lettura scenica targata Tedacà

Venerdì 13 e sabato 14 aprile, ore 21.00
Cafè Muller
Via sacchi, 18/d (Torino)
intero € 12 / ridotto € 9

Informazioni e prenotazioni biglietti:
011.0714488 T. 327.7423350 / biglietteria@cirkovertigo.com
www.cirkovertigo.com/date/jass-in-italy

Lo sapevate che il jazz parla italiano, con un accento vagamente siciliano. Lo raccontano due fratelli italo americani che hanno promesso al nonno di far conoscere al mondo la storia
di Nick la Rocca e dell’Original Dixieland Jass Band, i primi a incidere un disco jazz nel lontano 1917. È una storia che parte da lontano, dalle navi cariche di paure, fatiche e speranze, che approdano a fine Ottocento nel porto di New Orleans con il loro carico di italiani. La narrazione parte dalla famiglia siciliana di Nick, il papà calzolaio e la mamma casalinga, impegnata a correre dietro ai quattro figli, tutti con nomi rigorosamente italiani.

Per poi continuare con la passione per la tromba del giovane Nick, osteggiata dal padre che in assenza del figlio non perdeva occasione per distruggere la sua tombretta. Si prosegue poi con i suoi primi incarichi nel vaudeville, fino alla possibilità di suonare prima nella ventosa Chicago, dove la musica s’incrocia nei bar con l’alcool e il gioco d’azzardo, poi per l’affascinante New York, meta degli immigrati di mezzo mondo, con un’atmosfera tanto particolare da accogliere, in mezzo ai primi grattacieli, una nave da guerra a grandezza naturale. Nella Grande Mela la borghesia bianca impazzisce per l’Original Dixieland Jass Band, a tal punto da chiedere l’incisione di quel primo disco jazz, realizzato con un bel po’ di problemi tecnici.

La musica, suonata dal vivo, è un aspetto fondamentale di questa lettura scenica, crea atmosfere, dialoga con gli attori e si muove nello spazio-tempo, sottolineando le differenze fra i diversi generi affrontati. Tastiera e tromba sono abili a passare dalle note sincopate del ragtime, la musica nata nel quartiere a luci rosse di Storyville, che mette insieme i balli tradizionali europei con il ritmo irregolare dell’Africa, passando al Dixieland, suonata dai Dixie, ovvero il genere dei bianchi dagli Stati Uniti Meridionali, derivato dalle marching band spesso affollate da musicisti italo americani. Lo spettacolo affronta con ironia un pezzo della storia musicale americana, visto proprio con gli occhi di quei musicisti italo americani, che hanno dato un contributo alla storia del jazz, che in alcuni casi si cambiavano il nome per non essere definiti solamente dei “mafiosi”.

Jass in Italy ha esordito a maggio in Narrazioni Jazz 2017, inserito nel calendario di Jazz per la città, replicando in seguito nella manifestazione Evergreen Fest, organizzata presso lo splendido Parco della Tesoriera di Torino.