STREET STRIIT

Idea e regia: Simone Schinocca e Valentina Aicardi
Coreografie e Performance: Le Balleronze
Federica Beccaria, Giulia Guida, Valeria Pugliese, Valentina Renna e Viviana Stizzoso
Supervisione coreografica: Simona Maggi
Costumi: Agostino Porchietto
Scenografie: Sara Brigatti
Progettazione grafica: silviogiordano.it
Elaborazioni musicali: Diego Trigilia
Coordinamento tecnico: Andrea Rizzitelli e Giuseppe Venuti
Si ringraziano gli educatori e la Cooperativa Valpiana per averci donato la favola del Burattino
Si ringrazia Ri-cercati per le strutture sceniche Sga bello

Street Striit è un’opera di teatro-danza che racconta la storia di alcune ragazze, un po’ frivole, che si ritrovano a dover affrontare la gravidanza imprevista di un’amica. Dopo la nascita della bimba, la neo mamma si mostra incapace di affrontare la situazione in maniera adulta, cercando di risolvere i propri problemi di relazione con la bimba attraverso dei regali, piuttosto che mostrarle amore e comprensione. In seguito, la donna cerca di rafforzare il proprio ruolo ostentando autorità e imponendo regole, spesso contrastanti, senza riflettere sulle reali esigenze della figlia. Il risultato di questo comportamento è una ragazzina-marionetta che possiede fili tanto intricati da sembrare ormai incapace di muoversi.

Lo spettacolo si basa su una favola scritta dagli educatori di Valpiana, cooperativa che si occupa di disagio giovanile, che trae spunto dalle storie di alcuni ragazzi ospitati in centri educativi diurni e in comunità alloggio. La favola è nata al termine di un percorso formativo degli stessi educatori sulla narrazione, un seminario organizzato da Tedacà e condotto da Simone Schiocca, regista dell’associazione e futuro ideatore di Street Striit. Così le storie dei ragazzi incontrati dagli operatori sono confluite nella vicenda di questa giovane marionetta umana, simbolo che rappresenta l’adolescenza intesa come momento della vita in cui si possiede maggior bisogno di una guida, per riuscire a sostenere un percorso coerente verso la maggiore età.

Aggrovigliata e rabbiosa, la marionetta resta difatti imprigionata nei suoi capricci, trascinando nel disagio la mamma e le sue amiche. Quindi la storia finisce male, la strada termina in un vicolo cieco. Ma solo in apparenza. La messa in scena prevede la distribuzione di un fumetto che prosegue la storia appena vista ma dal punto di vista esclusivo della ragazza adolescente: l’opera continua grazie all’intervento di una fatina (educatrice e assistente sociale) che riesce a sbrogliare qualche filo, permettendole di tornare a muoversi. Il percorso che era diventato stretto ritorna nuovamente strada.
Un altro elemento essenziale di Street Striit è l’ironia, strumento che sottolinea i momenti di passaggio di un percorso che alterna quadri e suggestioni per rappresentare la ricerca, da parte delle giovani generazioni, di un equilibrio spesso smarrito perché sempre in bilico fra essere e apparire, crescita e benessere: un viaggio che si fonda sull’amore per se stessi, passando però principalmente sul valore del processo educativo.

Balleronze Q.B. è la compagnia professionistica di danza di Tedacà. Composto da giovani artiste con una formazione completa e specializzazione in diversi stili, il gruppo si è distinto sia in fase di produzione sia nell’organizzazione di eventi coreutici. Dopo la produzione di Scarpe alla rovescia, esordito alle “Fonderie Teatrali Limone” e selezionate come evento preparatorio della prima Biennale Democrazia, la compagnia è stata scelte per rappresentare l’Italia in una performance che si è tenuta a Rotterdam (eletta nel 2009 Capitale Europea dei Giovani). Nel 2010 la compagnia ha organizzato il Torino Dance Hall, evento che ha coinvolto circa 280 giovani ballerine per una coreografia di Nikos Lagousakos (coreografo delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Atene 2004 e Torino 2006). Nel 2011 la compagnia ha seguito la direzione artistica di eventi come il Dance Hall 2.011 – Essere gocce di cultura, inserito nel Salone Off del Salone Internazionale del Libro; il Resi-Dance Hall, con una performance che ha impegnato 100 giovani provenienti da tutto il mondo, e il Flash Mob Interculturale, coreografia di massa tenutasi all’8Gallery di Torino per promuovere pari diritti, dialogo e cittadinanza attiva.