WELCOME TO COMMONPLACE

AIUTA LO SPETTACOLO A TORNARE IN SCENA

Progetto di BQB
Compagnia di danza di tedacà
Ideazione, regia, coreografia e interpretazione
Giulia Guida, Valeria Pugliese, Valentina Renna, Viviana Stizzolo
Voce Marco Musarella
Supporto alla drammaturgia Francesca Cassottana
Foto Emanuele Basile
Costumi Koreutica
Make Up Elisa Renolfi

Produzione Tedaca

Quattro donne con quattro diverse storie

In un giorno qualunque quattro sconosciute si trovano a condividere alcuni spazi comuni. Si incrociano, ignorano, interagiscono e muovono, ciascuna al ritmo dei suoi pensieri.
Passando dal caos di una grande piazza, alla frenesia della metropolitana e all’imbarazzo di un minuscolo ascensore, giungono finalmente ognuna nella propria casa. O meglio, nella propria camera, luogo più ridotto e intimo dove fatiche e sogni possono finalmente trovare uno spazio sicuro dove coesistere.

Uno spettacolo dove il pubblico sceglie cosa vedere

Ma ecco che lo spettacolo si interrompe, il tempo si ferma. E, quasi come se fosse il destino stesso a parlare, una voce si rivolge direttamente agli spettatori, regalando loro una facoltà preziosissima: scegliere. Il pubblico non può limitarsi a vedere ciò che succede sul palco ma deve scegliere una tra le quattro donne, una sola delle quattro storie su cui focalizzarsi. E può farlo basandosi semplicemente sulle poche scene appena viste, sul proprio gusto, su un impulso o per semplice curiosità. A decisione presa, il tempo ricomincia a scorrere, il pubblico torna a fare il pubblico e le tre donne non selezionate si dissolvono come in un veloce zoom all’indietro. I pensieri, le sensazioni, i dubbi e i sogni di quella donna si fanno sempre meno sgranati, più chiari, rivelando lentamente cosa si cela dietro all'idea che si era fatto il pubblico di quel personaggio.

Danza narrativa che racconta emozioni e difficoltà delle persone

Uno spettacolo di danza narrativa che mette in scena le storie di quattro donne; quattro capitoli di uno stesso spettacolo; quattro solitudini che si rivelano lentamente. La dimensione del giudizio, i traumi, le diversità, l’incapacità di comprendere e le disillusioni sono i principali fattori che accrescono la distanza tra ciò che siamo e l’ambiente che ci circonda. Ci ritroviamo a essere sia vittime che carnefici, alimentiamo contemporaneamente il nostro distacco verso chi si intromette nelle nostre scelte e il distacco degli altri da noi in conseguenza delle nostre azioni.

Per maggiori informazioni scrivi a info@tedaca.it

Un ringraziamento speciale a
Simona Maggi, Claudia Garrone, Marco Musarella, Simone Schinocca, Valentina Aicardi, Annalisa Greco, Marco Scoma, Claudia Cotza, Laura Cotza, Francesca Bovolenta, Antonio Dominelli, Michele Iezza e tutto lo staff Tedacà