Bloomsville, come tutte le città del mondo, rappresenta un luogo ricco di contraddizioni.
Tra le sue vie si muove un Vagabondo, dall’animo gentile e pragmatico, che incontra diversi personaggi fra cui un borghese ricco ma infelice, fermato appena prima di un tentato suicidio, e una Fioraia tanto sensibile quanto invisibile al resto della società. Insieme alla Fioraia, il Vagabondo affronta un percorso di dolore e speranza verso quell’umanità semplice e imperfetta che il contesto urbano tende a imbrigliare.
Bloomsville rende omaggio a Charlie Chaplin e alla pellicola “Luci della Città” attraverso l’intreccio di diversi linguaggi scenici (teatro fisico, danza jazz, tip tap e street dance), ritrovando nella dimensione non verbale la cifra universale dei personaggi e della storia raccontate. La colonna sonora originale dello spettacolo è stata interamente creata da Supershock (Paolo Cipriano), progetto specializzato nella sonorizzazione di film muti che ha calcato i palchi di Europa, America e Medio Oriente. Musiche e suoni dell’opera vengono eseguiti dal vivo, richiamando atmosfere rock, progressive e psichedeliche. Una scelta che rende omaggio all’epoca del cinema muto, periodo in cui le pellicole erano sempre accompagnate da musicisti in sala. Ma anche una scelta registica che indica una precisa direzione narrativa: il linguaggio contemporaneo della musica permette di calare i temi dello spettacolo nella quotidianità dei nostri giorni. Bloomsville, infatti, è una città specchio di tante altre nel mondo, priva di una precisa collocazione spazio-temporale proprio per risultare universale.
Lo spettacolo ha esordito al Teatro Astra per la stagione Mostri di Fondazione TPE (dicembre 2026).
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