BLOOMSVILLE
Ispirato a Luci della città di Charlie Chaplin
Regia Valentina Renna
Con la supervisione di Simone Schinocca
Composizioni originali e colonna sonora live Supershock (Paolo Cipriano)
Con Francesca Bovolenta, Simone Fava, Diva Franceschini, Michela Paleologo, Andrea Semestrali
Lighting Design, coordinamento tecnico e scenico
Florinda Lombardi e Sara Brigatti
Produzione Tedacà,
con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte
Uno spettacolo
ispirato a Luci della Città di Charlie Chaplin
Bloomsville, come tutte le città del mondo, rappresenta un luogo ricco di contraddizioni. Tra le sue vie si muove un Vagabondo, dall’animo gentile e pragmatico, che incontra diversi personaggi fra cui un borghese ricco ma infelice, fermato appena prima di un tentato suicidio, e una Fioraia tanto sensibile quanto invisibile al resto della società. Insieme alla Fioraia, il Vagabondo affronta un percorso di dolore e speranza verso quell’umanità semplice e imperfetta che il contesto urbano tende a imbrigliare.
Bloomsville rende omaggio a Charlie Chaplin e alla pellicola “Luci della Città” attraverso l’intreccio di diversi linguaggi fisici (teatro fisico, danza jazz, tip tap e street dance), ritrovando nella dimensione non verbale la cifra universale dei personaggi e della storia raccontate.
Sonorizzato dal vivo
come succedeva per i film del cinema muto.
Bloomsville ha esordito al Teatro Astra per la stagione Mostri di Fondazione TPE (dicembre 2026). La colonna sonora originale dello spettacolo è stata interamente creata da Supershock (Paolo Cipriano), progetto specializzato nella sonorizzazione di film muti che ha calcato i palchi di Europa, America e Medio Oriente. Musiche e suoni vengono eseguiti dal vivo, richiamando atmosfere rock, progressive e psichedeliche.
Si tratta di una scelta che omaggia l'epoca del cinema muto – quando le pellicole erano sempre accompagnate da musicisti in sala – ma che si esprime attraverso un linguaggio contemporaneo. Questa direzione permette di calare i temi dello spettacolo nella quotidianità dei nostri giorni: Bloomsville, infatti, è una città specchio di tante altre nel mondo, priva di una precisa collocazione spazio-temporale proprio per risultare universale.
